NeroNorcia: Mostra Mercato del Tartufo
47^ Mostra Mercato Nazionale del tartufo Nero Pregiato di Norcia e dei Prodotti Tipici

La lenticchia IGP di Castelluccio di Norcia

Norcia, capitale della gastronomia

I sapori di Norcia si sono imposti sul mercato grazie alla loro qualità. Sono sapori antichi tipici della montagna, che si adattano al palato anche del più esigente consumatore. La filosofia del norcino è dare al consumatore quello che desidera: la qualità ed oltre al tartufo nero, la città propone un viaggio gastronomico ricco di preziosi nutrimenti.

lenticchie IGP su pietra La lenticchia di Castelluccio di Norcia

Famosa sin dai tempi antichi, la lenticchia di Castelluccio di Norcia viene coltivata all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, nei piani carsici di Castelluccio, appunto, località di particolare bellezza naturalistica – paesaggistica, ad altitudini che arrivano fino a 1500 m.. Ricca di ferro, proteine e sali minerali, la lenticchia di Castelluccio è unica anche per il suo aspetto policromo (tigrata, giallognola, marroncina, ..) e per le sue dimensioni piuttosto ridotte.
Nel giugno del 1997, finalmente, con decreto comunitario, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento europeo di Indicazione Geografica Protetta (IGP), per tutelare e salvaguardare il prodotto dalle possibili frodi. La superficie investita mediamente a lenticchia è di circa 250 ettari, con una produzione media annua di circa 2000 quintali.
L’aratura e la semina avvengono in primavera, dopo lo scioglimento del manto nevoso sui campi. Da quel momento fino alla raccolta, la lenticchia non necessita di alcuna cura, ma solo di un po’ di fortuna meteorologica.
Quanto alle tecniche di produzione adottate, esse sono le stesse che venivano adottate sin dai tempi antichi, ovvero concimazioni organiche senza alcun uso di sostanze chimiche (diserbanti, pesticidi, ..). A fine di luglio e nella prima metà di agosto si procede alla carpitura. Poiché la pianta della lenticchia è troppo bassa (solo raramente supera i 30 cm in altezza) e molti campi sono sassosi, nel passato si ricorreva esclusivamente alla carpitura a mano, operazione faticosa ed esasperatamente lunga. Oggi si preferisce ricorrere alle falciatrici, qualora il campo sia pulito regolarmente e la pianta non sia troppo secca (nel qual caso rischierebbe di perdere tutti i semi). Sino alla fine degli anni cinquanta, invece, la carpitura avveniva importando manodopera dai paesi limitrofi: decine di donne (le “carpirine”) salivano a piedi a Castelluccio, dove restavano fino al termine della raccolta. Man mano che la lenticchia viene carpita o tagliata, viene raccolta sul campo in mucchietti disposti in lunghe file parallele, distanti tra loro quel tanto che basta per farci passare un trattore. In media ogni mucchio restituisce un chilogrammo di lenticchia. L’essiccazione dura alcuni giorni; lunghe piogge possono impedirla fino all’infradiciamento e alla perdita del raccolto. Quando le piante della lenticchia sono sufficientemente asciutte, vengono caricate e portate nell’aia, una zona del Pian Grande a collocazione variabile di anno in anno, che attualmente si trova vicino alla biforcazione per Forca di Presta, vicino il paese. Dopo alcuni giorni si procede alla trita. Un tempo, questa operazione veniva effettuata manualmente tramite due bastoni (“lu mazzafrustu”), legati insieme e roteati a colpire ritmicamente le piantine di lenticchia sparse in terra, o facendole calpestare dai cavalli. Oggi si preferisce usare le trebbiatrici, molto più veloci nella lavorazione.
piatto di lenticchie IGPLe successive operazioni di asciugatura dei semi, di ulteriore ripulitura con diversi tipi di crivelli ed infine la pulitura a dito di piccole quantità prima della cottura (concia) vengono svolte nel paese nelle settimane e nei mesi successivi alla raccolta, prima di immetterla nel mercato. Il terreno di alta montagna, con temperature rigide ed appezzamenti magri, anche se piuttosto povero di sostanze organolettiche, conferisce alla lenticchia un sapore inconfondibile, una buccia molto fine che giova alla cottura, in quanto legume, e a differenza di molti altri, non necessita di essere messo a bagno. Cuoce in acqua fredda in 20 – 30 minuti. Si consiglia di cucinarla in modo semplice, aggiungendo solo sale, sedano, aglio ed olio: il sapore sarà garantito. La dieta mediterranea ha portato ad una riscoperta delle qualità nutritive della lenticchia: contiene una percentuale minima di grassi, è ricca di proteine facilmente digeribili ed è molto calorica tant’è che viene definita “la carne dei poveri”. Secondo studi medici, l’alimentazione a base di lenticchia può rivelarsi utile anche nella prevenzione di alcune malattie come i tumori intestinali e può aiutare a tenere lontano l’ipertensione e persino il morbo di Parkinson.

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